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Critica Sylos Labini

- Marta Lock

Tra natura e femminilità il Realismo in sfumature Art Déco di Patrizia Giannone

30/08/2025

 

Raccontare tutto il bello appartenente al mondo che ospita l’essere umano, mettendo così in evidenza quei dettagli e la meraviglia spesso ignorata a causa dell’urgenza della quotidianità, diviene essenziale per quegli autori che hanno bisogno del contatto con la natura, necessitano perdersi all’interno di ambientazioni dove lo sguardo riesce a rilassarsi e l’interiorità a trovare la pace indispensabile per ritrovare il proprio equilibrio. In questo tipo di artisti l’approccio espressivo
non può che essere quello in cui la riproduzione dell’osservato diviene la base per un’interpretazione soggettiva e intimista grazie alla quale la loro attitudine creativa trova la dimensione ideale. La protagonista di oggi sviluppa la sua produzione pittorica su due tematiche ben definite per le quali sceglie uno stile luminoso e coinvolgente proprio per quel suo essere al
confine tra realtà e visione brillante. 
L’attitudine a riprodurre il mondo osservato è stata da sempre una caratteristica dell’arte almeno fino agli inizi del Novecento, quel secolo che ha sovvertito ogni regola espressiva introducendo innovazioni avanguardiste che includevano anche un inedito modo di considerare l’atto plastico; malgrado la spinta a una rivalutazione stilistica ed espressiva, vi furono in ogni caso movimenti i cui gli autori scelsero di rimanere fortemente legati alla realtà, sebbene apportando delle variazioni più al passo con i tempi. Dal Realismo di metà Ottocento, in cui tuttavia emerse l’esigenza di spostare l’attenzione verso il popolo e le classi sociali meno abbienti nel loro vivere ogni giorno con dignità malgrado le condizioni precarie, si passò ai fasti rarefatti e celebrativi dell’Impressionismo, che pure apportò una vera e propria rivoluzione esecutiva, e alla ricerca sulla luce che interessò anche il Divisionismo italiano. La celebrazione della natura che contraddistinse le opere di
Giovanni Segantini mostrò quanto la pittura paesaggistica potesse evolversi e adeguarsi alle nuove concezioni pittoriche di ricerca e di analisi di inedite modalità esecutive; l’interruzione forzata generata dal conflitto mondiale precipitò l’Europa, e di conseguenza gli artisti che la abitavano, in un clima cupo e distaccato dalla piacevolezza dell’esistenza, determinando in alcuni casi una necessità di astrarsi completamente dall’osservato per far nascere stili astratti dove si poteva congelare l’interiorità per prediligere la purezza algida dell’arte fine a se stessa e senza riferimenti alla quotidianità. Non appena il conflitto ebbe termine però emerse un rinnovato ottimismo, l’apertura verso un futuro radioso e il desiderio di tornare ai fasti della Belle Époque e del bel vivere che si concretizzò con la nascita di movimenti artistici come l’Art Déco, che investì in modo prevalente l’architettura, l’arredamento di interni e l’artigianato, ma che ebbe nella pittura una delle maggiori figure femminili di quel periodo, Tamara De Lempicka. Con lei l’immagine della donna ritrovò da un lato il fascino d’un tempo ma dall’altro divenne più autonoma, intraprendente, sicura di sé e consapevole delle proprie capacità; tutto questo fu reso dal punto di vista pittorico con un utilizzo del colore e della luce lontano dalla tecnica tradizionale, le tonalità infatti erano piene e piatte mentre attraverso il gioco di luci e ombre riusciva a scolpire letteralmente l’immagine infondendo la sensazione di trovarsi davanti a una realtà filtrata dalla personalità cristallina ed elegante dell’autrice. D’altro canto un’altra grande donna artista di quel periodo, Frida Kahlo, assunse caratteristiche tecniche simili, pur discostandosi dal punto di vista stilistico, distaccando il colore dalla realtà tanto quanto la descrizione narrativa mostrava tratti più soggettivi legandosi alla visione personale delle circostanze rappresentate. L’artista aquilana Patrizia Giannone, in arte Malva, riprende il medesimo approccio esecutivo delle due grandi rappresentanti della pittura femminile del passato, Tamara De Lempicka e Frida Kahlo, per quanto riguarda le opere che si concentrano sui ritratti, anche nel suo caso funzionali a lasciar emergere le differenti sfaccettature della femminilità, perché il colore, il disegno e la luce sono utilizzati in modo da sottolineare
l’appartenenza delle sue ragazze alla dimensione dell’idea, del concetto secondo il quale l’arte non ha bisogno di essere una fedele riproduzione dell’osservato, piuttosto deve essere concisa, andare alla sintesi visuale sia dal punto di vista cromatico che da quello figurativo. Per quanto riguarda invece le tele paesaggiste, dove in ogni caso continua a emergere l’attitudine all’essenzialità di Patrizia Giannone, emerge la tendenza a dare una versione più autentica degli scenari narrati, spesso appartenenti al territorio abruzzese in cui è nata e che abita da sempre, mescolando il Realismo con la luminosità cristallina e limpida tipica del Divisionismo di Segantini. Le immagini sono sospese tra ricordo e osservazione, tra evocazione della mente e desiderio di filtrare la realtà attraverso la semplificazione descrittiva attraverso la quale riescono a emergere i dettagli essenziali, tra necessità di riprodurre la purezza estetica e bisogno di rimanere all’interno di un’atmosfera fiabesca quanto desiderabile. Le tonalità sono intense eppure la luce riesce a predominare, a inondare attraverso il suo focalizzarsi su alcune parti delle opere tutto il resto della composizione, come se essa fosse la principale protagonista, e questa percezione emerge sia dalle tele paesaggiste che da quelle dedicate alle diverse sfaccettature della femminilità. In Anni 20 lo stile Art Déco emerge in particolar modo dalle pieghe del golfino della donna, quella movimentazione plastica di luci e ombre che definisce la morbidezza del tessuto, ma anche nei tratti del volto, scolpiti ancora una volta dal passaggio tra parti più illuminate e altre più scure; d’altronde è proprio quello dello stile che ha reso famosa Tamara De Lempicka il periodo in cui Patrizia Giannone colloca la figura femminile che sceglie di rendere protagonista, e da cui lascia trapelare quasi una nostalgia per quegli anni in cui l’eleganza e la raffinatezza erano sintomo di rispetto per se stesse e per gli altri, in cui i valori erano ancora la base di una società che aveva bisogno di ritrovare se stessa, dopo aver perduto tutto durante la guerra. Lo sfondo è invece più sfumato, si avvicina quasi alla frammentazione impressionista della pennellata, per contrastare ancor più la nitidezza della signora in primo piano, quasi a dover
emergere fosse anche la consapevolezza dell’appartenenza a un’altra epoca; l’effetto della luce proveniente dall’angolo in alto a sinistra enfatizza questo concetto e al contempo contribuisce a sottolineare l’espressione languida della protagonista. Piccola ballerina mostra invece lo sguardo affettuoso e indulgente con cui Patrizia Giannone osserva la bambina seduta sui gradini di una scala illuminata, vestita in rosa, quasi sognando di essere una vera ballerina, immaginando se stessa nel futuro luminoso in cui calcherà le scene; questa sensazione viene svelata attraverso la posa in cui la piccola viene immortalata, quell’appoggiare le mani al mento che è un gesto tipico dei sognatori, quelli che non hanno bisogno di chiudere gli occhi per essere in grado di perdersi nei propri desideri. Anche in questo caso l’attitudine Art Déco si rivela nelle plissettature dell’abito, nella leggerezza di quello che potrebbe ricordare un tutù e che avvolge la piccola in modo delicato armonizzandosi con le sue emozioni. L’opera Il ritorno si lega al lato paesaggista di Patrizia Giannone, raccontando di un panorama, quello marino, che associandosi al titolo da lei scelto diviene quasi un simbolo della vita umana, quell’andare costantemente verso qualcosa, quel seguire l’esigenza di allontanarsi per fare le esperienze necessarie all’evoluzione ma poi sentire la spinta a fare rientro verso quello che ciascuno considera il suo porto sicuro. Il riflesso del sole al tramonto e la cresta delle onde sollevate dallo scafo dell’imbarcazione sono l’esempio della fusione tra Realismo e Art Déco, quasi i due stili fossero fondamentali a definire lo stile elegante e raffinato a cui neanche la rappresentazione della natura può sfuggire; ciò che colpisce in questo dipinto è la nitidezza del tratto, la capacità dell’artista di delineare perfettamente il contrasto tra cielo e mare, e al contempo anche la traccia di un sole che sta andando a nascondersi nell’orizzonte incontrando prima l’ombra delle nuvole. I riflessi della luce sembrano muoversi insieme alle piccole onde
scolpite e definite dal medesimo tratto che contraddistingue l’autrice. Cascate è forse il lavoro più realista tra quelli presentati, quello in cui la minuziosità narrativa avvicina l’immagine a quella effettiva così come si era presentata nel momento contemplativo che ha stimolato la creatività di Patrizia Giannone al punto di dover immortalare quel paesaggio incontaminato; qui la luce che sopraggiunge dall’alto, interrompendo l’ombra verde degli alberi, si riflette sull’acqua delle cascate che dunque sembra illuminarsi a sua volta emanando quella freschezza positiva che da sempre è associata, e di fatto appartiene, al fluire e al rigenerarsi dell’elemento acqua. Patrizia Giannone si forma da autodidatta sperimentando varie tecniche come l’acrilico, i pastelli, gli acquerelli e l’olio, ed è anche illustratrice e autrice di libri per bambini; ha al suo attivo la partecipazione a mostre in Italia e all’estero – Barcellona e Dubai -. Le sue opere sono inserite in diverse pubblicazioni tra cui il Catalogo dell’Arte Moderna Giorgio Mondadori nel 2024 ed è stata inserita nell’Atlante dell’Arte
Contemporanea Giunti MoMa edition 2026.

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-Maria Palladino

Patrizia Giannone è un'artista che adopera il colore in maniera istintiva, c'è una grande potenza cromatica nelle sue opere, che manifesta in questi scenari naturali, possiamo definirli "romantici",  possiamo definirli come scorci aperti su altre dimensioni, alla maniera romantica, delle aperture sul nostro mondo  interiore, sulle emozioni, sull'inconscio, non sono semplicemente paesaggi, sono trasfigurazioni che opera perché il mondo naturale diventi rispecchiamento del mondo umano.

-Sandro Serradifalco (1)

CERTIFICATO DI MERITO ARTISTICO ALL'ARTISTA PATRIZIA GIANNONE. Pechino, 24/29 giugno 2025, Three  Shadows  Photography  Art  Center Museum
Opera "Mare mosso", acrilici su tela, cm 50x70.
La scena si spalanca su un orizzonte marino in tumulto, dove le onde si infrangono con fragore sulla scogliera e una luce adamantina attraversa il cielo, come se il tempo fosse sospeso tra bonaccia e tempesta. La pittura nitida e luminosa, restituisce con vibrante realismo il dinamismo delle acque e la purezza dell'aria, ma è nel dettaglio del gabbiano in volo che si annida il vero centro lirico della composizione. In quell'apertura d'ali, in quel gesto sospeso tra cielo e mare, si condensa una metafora della libertà, del coraggio e dell'istinto. L'artista affida alla natura il compito di evocare emozioni umane, facendone specchio dell'anima. Non è solo una veduta costiera, ma un racconto atmosferico, un paesaggio interiore in cui le forze primigenie dialogano con il cuore dello spettatore. Ogni schiuma, ogni riflesso, ogni vibrazione cromatica diventa parola in un poema visivo di straordinaria potenza.

-Sandro Serradifalco (2)

Attestato di partecipazione all'artista Patrizia Giannone. Palermo, marzo 2025
Con profonda gratitudine, le riconosciamo il prezioso sostegno e il talento che ha profuso nel progetto Art Intercontinental Tour, che vedrà il suo operato esposto nelle prestigiose sedi internazionali di Dubai, Pechino, New York, Principato di Monaco e Venezia.
La sua arte rappresenta un'autentica espressione di creatività, ricerca e sensibilità artistica, distinguendosi per il suo valore e impatto culturale.
Il suo contributo non solo conferisce prestigio e autorevolezza a questo importante progetto della Fondazione Effetto Arte, ma rafforza il legame tra le diverse espressioni artistiche del mondo, promuovendo il dialogo tra culture e visioni.
Con il presente attestato, celebriamo e rendiamo omaggio al valore della sua arte, quale simbolo di impegno, ispirazione e connessione universale.

-Sandro Serradifalco (3)

Certificato di riconoscimento come membro onorario dell'accademia Effetto Arte.
La Fondazione Effetto Arte conferisce con piacere la nomina di Membro Onorario di Effetto Arte Academy.
Questo riconoscimento premia il valore del lavoro artistico e il contributo dato al panorama contemporaneo, frutto di una ricerca autentica e di una solida competenza tecnica.
Un percorso che ha saputo coniugare tradizione ed innovazione, offrendo spunti significativi alla scena artistica.
La Fondazione ringrazia per l'impegno dimostrato ed augura di proseguire con successo nel proprio cammino artistico.

-Sandro Serradifalco (4)

CERTIFICATO DI AUTENTICA PER ARTE CONTEMPORANEA, maggio 2025.

Io sottoscritto Sandro Serradifalco esperto d'arte di Palermo, nell'ambito del progetto Premio Maestri a Pechino, sono stato interpellato dall'artista Patrizia Giannone per una valutazione della sua produzione artistica.

Per addivenire a tale valutazione ho effettuato un'indagine che potrebbe portare ad una conoscenza più completa dell'artista, tenendo conto del suo percorso professionale, delle sue esperienze fino alla definizione della sua produzione attuale.

In conclusione di quanto descritto ratifico che l'intera produzione dell'artista è attualemente valutabile con un coefficiente: 2.4

-Sandro Serradifalco (5)

IN OCCASIONE DEL "PREMIO MAESTRI A DUBAI", SULL'OPERA "VENTO D'ESTATE":

Il soggetto è una donna elegante, assorta, il cui sguardo sembra rivolto verso un punto interiore, forse un ricordo, forse un pensiero che non si lascia afferrare. Il geasto delicato della mano, poggiata sul petto, rafforza l'idea di un' emozione trattenuta, di una malinconia dolce che attraversa tutta la composizione. Il fondo, ricco di fiori rosa, gialli e rossi su un verde profondo, crea un contrasto con l'esuberanza della natura e la pacatezza del volto umano, suggerendo una dialettica tra esterno e interno, tra estate e introspezione. L'acrilico viene impiegato con sapienza per ottenere superfici vellutate, tinte calde e una modulazione della luce che valorizza l'espressione del viso e i dettagli dell'abito. Giannone ci offre un'immagine fortemente simbolica: Vento d'estate è una stagione dello spirito, una condizione dell'anima dove il calore del tempo si mescola con la consapevolezza del suo passare. L'opera non grida, ma sussurra; non racconta, ma allude.

17/20 aprile 2025, World Art Dubai

-Gian Mario Sales Pandolfini

ATTESTATO DI MERITO ARTISTICO, FIRENZE, PALAZZO BORGHESE, 14 GIUGNO 2025

In "Madonna del Silenzio", Patrizia Giannone affronta il tema del silenzio come atto sacro, intimo, forse necessario.

L'opera presenta una figura femminile che, pur richiamando esplicitamente l'iconografia mariana attraverso il velo e la frontalità ieratica, assume tratti moderni e riconoscibili, umani.

Il gesto dell'indice sulle labbra - universalmente invito al silenzio- si carica di significati ambivalenti: è invito alla contemplazione, ma anche monito, protezione, segreto. La pittura acrilica è gestita con precisione, e le cromie vivaci ma bilanciate donano forza espressiva al volto, che emerge da un fondo neutro per catturare lo sguardo dell'osservatore. In questo lavoro, la spiritualità incontra il quotidiano, e la figura rappresentata si fa emblema di una femminilità consapevole, capace di parlare anche quando tace.

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